La nascita
Nasce nella borgata della Ringola, a Montebaranzone di Prignano sulla Secchia, da Antonio Castagnetti e Marianna Codeluppi.
1909–1965
Prima del sindaco, l’uomo. Una storia nata nell’Appennino modenese, cresciuta nel lavoro e nella famiglia, vissuta come responsabilità verso gli altri.

Un ritratto documentato
La biografia di Giuseppe Castagnetti emerge dalle memorie familiari, dalle testimonianze di amici e collaboratori e dai documenti conservati. Ogni voce offre un punto di vista: insieme restituiscono una vita nella quale lavoro, fede e servizio pubblico non furono ambiti separati.
Nasce nella borgata della Ringola, a Montebaranzone di Prignano sulla Secchia, da Antonio Castagnetti e Marianna Codeluppi.
È l’ottavo di nove figli. Cresce in una famiglia numerosa e comincia presto ad aiutare i genitori, imparando un mestiere tramandato da generazioni.
Viene mandato a lavorare da solo nel caseificio di Portile, nel Modenese. Acquisisce una competenza riconosciuta nella produzione del Parmigiano Reggiano.
Forma con Giovannina Seghedoni una famiglia numerosa. Ebbero dodici figli, due dei quali morirono in tenerissima età. Le testimonianze dei figli raccontano una presenza affettuosa, educativa e profondamente partecipe.
La responsabilità familiare e il lavoro si intrecciano con l’impegno amministrativo negli anni difficili della ricostruzione.
Muore a cinquantasei anni. La memoria della sua vita continua nella famiglia, nella comunità e nelle testimonianze raccolte negli anni successivi.
Il lavoratore
Marino Marchi lo descrive come un conoscitore attento del latte e della stagionatura. La qualità del formaggio prodotto nel caseificio degli Sterpatelli nasceva da esperienza, osservazione e cura. Prima di amministrare un Comune, Giuseppe aveva imparato a leggere i problemi concreti e a cercare soluzioni pratiche.
La testimonianza di Marino MarchiIl padre
Le figlie Maria Pia e Luciana ricordano la preghiera in famiglia, i racconti della Bibbia, i fiori coltivati per la chiesa, le feste preparate per i bambini e un orto i cui frutti venivano condivisi. La famiglia fu il primo luogo del suo servizio.
«Grazie soprattutto per la tenerezza e l’affetto che ci hai donato.»
Luciana Castagnetti, figlia
L’uomo di fede
Da giovane desiderò la vita missionaria. In seguito visse la propria vocazione formando una famiglia e aderendo al Terz’Ordine francescano. I sandali, ricordati da molti testimoni, erano il segno visibile di una scelta di semplicità e povertà.
Le testimonianze spiritualiAlbum di famiglia
Le fotografie dell’archivio familiare affiancano le testimonianze scritte e restituiscono la dimensione domestica della vita di Giuseppe Castagnetti. Le persone e le circostanze saranno indicate in modo più preciso dopo la verifica delle didascalie originali.



Dalla vita al servizio pubblico
Le testimonianze non descrivono due figure separate, il padre e il sindaco. Raccontano invece un unico modo di agire: ascoltare, assumersi responsabilità, aiutare senza ostentazione e cercare una soluzione concreta.