La reggenza del Comune
Dopo le dimissioni del professor Gino Macchioni, Giuseppe Castagnetti assume la guida dell’amministrazione comunale.
Prignano sulla Secchia · 1945–1959
Quattordici anni al servizio di una comunità ferita dalla guerra: dalla liberazione alla ricostruzione, con l’attenzione rivolta alle persone e ai bisogni concreti del territorio.

Una responsabilità pubblica
Quando Giuseppe Castagnetti assunse la guida del Comune, Prignano usciva dalla guerra con edifici distrutti, collegamenti interrotti e servizi insufficienti. La ricostruzione non riguardava soltanto le opere: occorreva restituire fiducia a una comunità provata.
Dopo le dimissioni del professor Gino Macchioni, Giuseppe Castagnetti assume la guida dell’amministrazione comunale.
La Giunta municipale lo conferma alla guida del Comune con quindici voti su diciannove.
Rimane alla guida di Prignano durante gli anni decisivi della ricostruzione materiale e civile.
Il Consiglio comunale accoglie le sue dimissioni, concludendo quasi quattordici anni di responsabilità amministrativa.

Ripartire dalle persone
La sede comunale era inagibile, Castelvecchio distrutta, la viabilità compromessa. Mancavano ponti, edifici scolastici adeguati, acquedotti, fognature, linee elettriche e collegamenti telefonici sufficienti. La ricostruzione procedette su due piani inseparabili: progettare gli interventi e trovare le risorse per realizzarli.
Accanto alle opere pubbliche vi era l’assistenza quotidiana: rispondere alle richieste di viveri e combustibile, accogliere reduci e profughi, sostenere chi non aveva casa o lavoro. Le carte comunali restituiscono la concretezza di questa responsabilità.
Le priorità
La documentazione d’archivio permette di seguire le necessità affrontate dall’amministrazione senza trasformarle in un semplice elenco celebrativo.
Viveri, combustibile, alloggi, profughi, reduci, disoccupazione e sostegno alle famiglie furono tra le urgenze affrontate nel dopoguerra.
Edifici scolastici, refezione, libri e cure: l’amministrazione cercò di garantire ai bambini servizi essenziali in un territorio disperso.
Acquedotti e fognature divennero opere prioritarie, anche per rispondere a concrete emergenze sanitarie.
Strade, ponti, elettricità, telefono e difesa del suolo ricucirono progressivamente le frazioni e sostennero il lavoro agricolo.
Fotografie d’archivio
Tre immagini conservate nel progetto documentano il lavoro sul territorio. Le didascalie restano volutamente prudenti quando luogo, data o persone non sono indicati nei materiali disponibili.




Cercare le risorse
Per realizzare le opere occorrevano finanziamenti che un piccolo Comune di montagna non poteva sostenere da solo. Le fonti ricordano i viaggi a Modena, Bologna e Roma, le richieste ai ministeri e l’utilizzo di fondi statali, montani e del piano ERP.
La fotografia documenta la presenza di Castagnetti a Roma. Non vengono attribuite alla scena circostanze o identità che i materiali disponibili non consentono di precisare.
Il metodo
01Conoscere direttamente il territorio e le sue necessità.
02Ascoltare persone diverse, senza confondere il servizio con l’appartenenza politica.
03Insistere presso gli uffici pubblici quando una richiesta era necessaria alla comunità.
«Come uomo aveva la mente lucidissima, centrava i problemi con la visione del Sindaco pratico.»
Nelson Muzzarelli · memoria personale pubblicata
Le testimonianze
Le testimonianze sono ricordi personali: affiancano i documenti e aiutano a comprendere il modo in cui Castagnetti fu percepito da chi lavorò con lui.
«Chiedeva con insistenza e con fermezza, sapendo di chiedere qualcosa che serviva per la sua comunità e mai per la propria persona.»
Mario BaldiniTestimonianza personale pubblicata
«Centrava i problemi con la visione del Sindaco pratico.»
Nelson MuzzarelliMemoria personale pubblicata
Le citazioni esprimono il punto di vista dei testimoni e non sostituiscono la documentazione storica.
Dal Comune alla memoria
Il mandato terminò nel 1959. Le opere, gli atti e le testimonianze permettono oggi di conoscere quegli anni senza separare il sindaco dall’uomo: la stessa attenzione alla famiglia, al lavoro e alle persone diventò responsabilità pubblica.